assicurazione d’amore

cara, ma che t’importa di quante donne ho avuto prima di te. di quanto è durata, di come è andata anche la storia più veloce di un caffè. non chiederti quale sia il mio tipo o il mio ideale, se mi piace bionda, nera o mediorientale, se preferisco la secca, la tonda o la mediana centrale. non domandarti se sono già passato per il letto della vicina, o se il mio letto lo conosce la tua amica, la collega o magari tua cugina. non cercare nei miei occhi il ricordo di un’altra, magari di quella porca, della timida o di quella più scaltra. non pensare che abbia bisogno di guardami intorno, di cercare nuovi fiori ora ch’è finito l’inverno. e non aver paura della donna più intelligente, né della più bella, della più sensibile, o di quella simpaticamente impertinente.
cara, non ti devi preoccupare appena passa un’altra gonna, ché se sto con te è perché tu sei la mia donna. se tu non mi bastassi starei da solo, sarei sparito, già da un pezzo avrei spiccato il volo. se non mi sentissi da te compreso, amato e sedotto, già alle prime corna avremmo definitivamente rotto. e poi lo sai, son musico, sono un artista, sono sensibile alla bellezza, sia all’udito che alla vista. be’, il tatto, l’olfatto e il gusto sono anch’essi dei grandi sensi, credo che la vita deve essere piena di momenti intensi. amore, non essere gelosa se quella mi guarda e quell’altra mi tocca, credimi, non ti lascerò mai, ti assicuro che non esiste al mondo una donna più ricca.

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raggio di sole

sole, mi potresti rendere per favore un po’ più solare?
la tua luce ha colpito la luna, inerme, e da lì i suoi seni tra le ombre degli alberi, e da lì le mie pupille aperte a dismisura. mi hai fatto male, sole, verso le 3, e ancora ho negli occhi incise le cicatrici del tuo insensibile gioco a più sponde.
carambola nella testa un giro vorticoso di sfere più o meno pesanti.
sole, rendimi leggero, bruciami la pelle affinché più visibile sia il mio sorriso poco frequente. riscaldami col tuo sguardo insostenibile, infondimi la forza che sempre più spesso ignoro, cercando l’assenza di sforzo. fai un falò dei miei pensieri e pure delle percezioni, ché voglio essere come te. o come un tuo singolo raggio. semplice, lineare, previsto e prevedibile. magari un raggio diretto in mezzo al mare. ma anche se dovessi perdermi sulla faccia superiore di una nuvola, non avrei di che sgocciolare. anzi, sarei anche interessato a disperdermi per anni luce per la via lattea. son sicuro che non chiederei indicazioni per trovare la strada del ritorno, non ho mai saputo ancorarmi al passato.
sole, mostrami la direzione per 360 gradi di luce. spogliami di ogni ombra, rendimi un poco di pace.


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