raggio di sole

sole, mi potresti rendere per favore un po’ più solare?
la tua luce ha colpito la luna, inerme, e da lì i suoi seni tra le ombre degli alberi, e da lì le mie pupille aperte a dismisura. mi hai fatto male, sole, verso le 3, e ancora ho negli occhi incise le cicatrici del tuo insensibile gioco a più sponde.
carambola nella testa un giro vorticoso di sfere più o meno pesanti.
sole, rendimi leggero, bruciami la pelle affinché più visibile sia il mio sorriso poco frequente. riscaldami col tuo sguardo insostenibile, infondimi la forza che sempre più spesso ignoro, cercando l’assenza di sforzo. fai un falò dei miei pensieri e pure delle percezioni, ché voglio essere come te. o come un tuo singolo raggio. semplice, lineare, previsto e prevedibile. magari un raggio diretto in mezzo al mare. ma anche se dovessi perdermi sulla faccia superiore di una nuvola, non avrei di che sgocciolare. anzi, sarei anche interessato a disperdermi per anni luce per la via lattea. son sicuro che non chiederei indicazioni per trovare la strada del ritorno, non ho mai saputo ancorarmi al passato.
sole, mostrami la direzione per 360 gradi di luce. spogliami di ogni ombra, rendimi un poco di pace.


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