warm me up, lap

corro quasi al tramonto.
primo giro di campo, secondo lato piccolo, appena volto l’angolo mi ritrovo davanti un cielo così rosa che quasi mi fermo. il sole è lì lì per scomparire. non me lo voglio perdere, ma non mi voglio fermare. corro più veloce, anche se sono ancora freddo.
arrivo di nuovo al corner ed è già più basso, coperto per più di metà dalle colline. rallento per tutta la lunghezza del lato piccolo fin tanto che ce l’ho ancora davanti, poi riprendo a volare. so che non ce la farò.
al terzo passaggio alzo lo sguardo ed è scomparso. sì, lo sapevo, ma è un tuffo al cuore lo stesso. vado avanti cercando di non perdermi almeno il crepuscolo, che è una mistura di blu scuro e rosa purpureo che mi starà già dipingendo il volto e le ginocchia nude. si imprime sulle retine oltre le pupille e anche se è durato poco non me lo scorderò nemmeno all’ultimo giro, né quando tornerò a correre, né il giorno in cui smetterò di farlo.
corro dopo il tramonto e ad ogni giro veloce mi sembra di rincorrere il ricordo del colore del tuo sorriso. nemmeno una goccia di sudore, nemmeno un po’ di polvere su per le narici, che già si è nascosto dietro quei capelli anch’essi sorridenti. anch’essi nascosti. corro.