attesa

ti sento nella voce lontana del vento prima di raggiungere il noce.
ti vedo, dietro le foglie tra le curve delle nuvole a far concorrenza alla luna.
ti cerco nella rugiada che mi lascio stillare mentre ancora cantano le rane.
ti trovo, nella certezza di non aver bisogno di un led, sorride meglio l’inchiostro alla luce delle galassie arancioni schizzate tra le rughe di questa terra vecchia. alberi vecchi, foglie giovani disseminate su asfalto e su erba verde. un dolce contrasto tra il minimo che voglio intorno e l’incomprensibile complessità delle direzioni in cui crescono le braccia di una piccola pianta. ti proietto ancora in visioni altre di me, in moltiplicazioni di ipotesi e situazioni. ti butto nella carezza di una lingua fredda che questa brezza ogni tanto mi concede. ti sorrido per la prima volta in autunno. ti sfioro con l’idea di non dover durare più di quanto posso. ripasserai. e che te lo dico a fare, io sarò qui.

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