hug

un vizio è un vizio se è abituale. ma se si ripete ogni tanto?
uno sfizio forse.
un dazio, un po’ d’ozio, un po’ di ratio, una specie di comizio, o forse è solo che non sono mai sazio.
cerco di continuo. corro, Forrest, corro. vado e torno. torno e non dormo, a cercare di capire cosa sia mutato col tempo muto. se qualcosa è mai cambiato.
registro il mio lieve passaggio senza pretese. il vento, il mare, la pioggia, il sole cancelleranno le mie orme e le tue. alla stessa maniera. certo, sarà più impegnativo per quelle di chi è più pesante.
continuo a sognare leggerezza, confidenza col vento, con l’invisibile.
sperimento il distacco e l’abbandono. la conquista e la tecnica. il crampo e la trance.
il campo bianco mi restituisce coscienza. sorrido di me, e cercandomi tra le nuvole disegno il movimento delle mie braccia nella neve.
sulla sabbia.
nella nebbia.

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